Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni.(CIT) Eleanoor Roosvelt...

...E i miei sono fottutamente belli (CIT) Paolo Scotti

martedì 13 settembre 2016

Dolomiti di Brenta Trail, 64 meno 3Km di pazzie DOLO-Mitiche.





5:45, Briefing prepartenza,  guardo in cielo, c’è una stellata da paura, preludio di una giornata super, il direttore di corsa secondo me, se non parla di meteo, non può di certo dire cose importanti in una gara di ultratrail, lo ascolto solo con “la coda dell’occhio” perché la coda dell’orecchio non l’ho mai sentito come modo di dire… ricordo giusto qualche flash del tipo: “Abbiamo attrezzato il ghiaione che sale a Bocca di Brenta per evitare il tratto attrezzato”  “E’ stato spostato il bivio di 100m rispetto a dove si trovava lo scorso anno, al bivio si gira a destra e bla bla bla…” e chi c’era l’anno scorso? Io ho visto solo il video di presentazione, seguo la massa, mica sarò solo ai bivi, ma dai su, fischia che partiamo!!!!


5:59 Così, senza un countdown, una musica di sottofondo, quando meno te lo aspetti, si parte.

Cobras in tour composti da: me,  Ale a caccia di punti UTMB, Emme che corre forte solo in Val di Fieno,( in discesa), Tommy, el bocia, in miglioramento perenne e Matteo che come dice Sara, a 13 mesi dalla sua prima 10km a causa delle sue nuove brutte amicizie, si è ritrovato iscritto a questi bellissimi e disintegranti 64km.

Per quanto mi riguarda, dalla TDH  in avanti, a parte aver sistemato un paio di segmenti Strava ai quali tenevo particolarmente, il registro delle attività “Trail Running” dice che non ho più fatto una beata mazza… Un po’ le ferie, un po’ il fisiologico recupero della caviglia, un po’ un improvvisa infiammazione al tendine d’achille, un po’ perché non avevo tempo, un po’ perché non posso millantare scuse incredibili del calibro di: “Io non ci volevo venire, è colpa di mia moglie, mi ha iscritto lei” alla fine, mi ritrovo qua, assieme ad altri 299 pronti a scendere in battaglia come i più famosi  300, di Sparta ma puntando a finirla meglio.

Primi km di trasferimento verso Andalo, temperatura splendida, si attraversa il centro e si inizia a salire, dopo la schifosissima colazione fatta di due barrette al gusto (e solo quello) di banana e una sciacquata di bocca con la brodaglia descritta come “caffè” del pacco gara, al ristoro dell’ottavo  km , mi sparo subito un gel, oramai il cielo è di un azzurro accecante,intorno ai 1700m il sentiero svolta a destra, sbuca dal bosco e imbocca sinuoso la “Val dei Cavai” spruzzandoci in faccia le fantasmagoriche pareti rocciose che ci accompagneranno per i successivi 50 km.

Il gruppo cobras si ricompatta ai 2329m di “Sella del Montoz”, primi  13,5km e 1500 D+ andati, sono già in stato confusionale, non capisco come possa essere così  vicino a Graziano che di solito mi da un ora al traguardo( ma poi lo capisco, ha la bronchite e va come una macchina che va a due pistoni invece che a 4) alle mie spalle non c’è più Christian che vedevo pimpante fino a pochi km prima ma soprattutto non riesco a capacitarmi di come Emme sia riuscito nell’ordine a comprare e ad indossare quell’orrendo costume da bagno con Hot-dog e hamburger serigrafati.


Si ridiscende tra i boschi e i veloci sentieri sopra la “Val di Non” fino al 18° km dove arriva un minivertical tra i mughi di un centinaio di metri giusto giusto per imbalsamarmi le gambe, ormai corro fisso con Tommy, avanza leggero con  talmente tanta facilità e spensieratezza che per almeno una dozzina di volte da qui al trentesimo km mette i piedi a caso tra sassi,radici e baratri solo per farmi esclamare ogni volta un “EEEEEEEcccolooooo” oppure un “Occccccccccciiiiiioooo” (#StiggiovaniSenzaRispetto)



Proseguiamo aggirando bassi tra i boschi la Loverdina, ammirando laggiù in basso la macchia blu del lago di Tovel che risalta nel fondovalle ricoperto di abeti.

Malga Termoncello, ristoro,fettazza di crostata, bicchiere di succo di mela e via, salutiamo gli altri Cobras e ripartiamo.


Intorno al 25 esimo km con l’aumentare della quota usciamo definitivamente dai bassi strati boscosi,




Siamo in una vallata immensa, verde e stupenda, Tommaso, dà i nomi alle montagne, “quella è la torta” “quello è il condominio” inciampando qua e la tra gli ultimi mughi… è talmente ammaliato dal panorama che si disfa del bradipo che l’ha inseguito finora (IO) e parte sparato all'insù fino al trentesimo km, dove la corta e la lunga (i due percorsi) si fondono insieme per scollinare ai 2442m del passò del Grostè al quale giungo spento nelle gambe, nella testa e nel GPS… fu proprio lì, mentre “angagnavo” ed inveivo contro il Suunto che vidi una silhouette familiare “Cazzo ma quella è  Kristel”esclamai!

In carica il Suunto, start e via, un centinaio di metri di discesa sulla pista da sci senza sci e la raggiungo, una breve chiacchierata mi risveglia dal rincoglionimento  e siamo giù in un lampo al Rifugio Graffer, dove saluto Kristel e mi lancio sul ristoro.

Zero sali, mannaggia, altra fetta di crostata… lì per lì, l’unica cosa che mi faccia un minimo di voglia, riempio le borracce, Tommy mi saluta, Kristel idem, arriva “La Fra” le dico, ci vediamo dopo, mi giro, vedo un gruppetto di persone tra le quali un bel fondoschiena e parto convinto, noncurante di nulla.

Si sale… ma, caspita, siamo appena scesi da quì, vuoi dirmi che ci fanno risalire ancora un pò per poi discendere come si vede nell’altimetria del percorso sul pettorale??? Mi volto, vedo in lontananza altri 3 che pare abbiano il pettorale rosso della lunga come il mio… “si dai, son giusto”penso, “vedrai che si scende adesso” dopo circa un km  il percorso effettivamente inizia a scendere ma poco convinto, tra sassoni e curve che  nascondono il proseguire del percorso, mi passano 4 o 5 della corta poi sento uno che da lontano mi fa “Eih ma… questo è il percorso della corta??? A me vien da ridere e gli rigiro la domanda: “Penso proprio di si, ma quindi non è quello della lunga?” Ma si si, lo è… ne ho passati 5-6 poco fa” mi dice.

Per me c’è qualcosa di strano, faccio altri 300m e decido di fermarmi finchè non vedo un altro pettorale rosso…10 secondi e fortuna vuoe che ne arriva 1 subito, gli chiedo “Siam giusti di qua?” mi guarda come se gli avessi chiesto se l’acqua calda è davvero calda e mi dice “certo, non vedi le balise?” bah… altri 500m di su e giù e appena aggiriamo il Torrione di Vallesinella si scorge un Rifugio, chiedo ad un turista proveniente dal senso opposto una domanda con una risposta scontatissima… “Scusi ma è il Tuckett quello?” mi dice “certo, dai che c’è il ristoro”


Lammmmmmmerdaaaaaa… si, è ufficiale, ho tagliato 3 fottuti km e almeno 400 d+.
Di fare retromarcia per 2 km e 200 d+ fino al Graffer  per tornare di nuovo qui dopo 5 km non se ne parla nemmeno… di gambe potrebbe essere fattibile, di testa è assolutamente impensabile, mi dirigo al Rifugio ripetendomi “No col cazzo che torno indietro” “No col cazzo che torno indietro”… arrivo al ristoro, 10 secondi e arriva Eros… uno che quando gli va male, su un kilometraggio del genere mi da minimo minimo un ora e mezza… lo vedo decisamente sorpreso di trovarmi lì… lui ha una faccia sconvolta, gli dico “Scusa ma tu, da dove caspita sei arrivato da lì? Indicandogli la mia provenienza, “No da là” indicandomi il baratro di una discesa infinita percorsa in senso inverso… e aggiunge “Guarda, na roba terribile” gli spiego lo sbaglio, mi vergogno come un ladro beccato con le mani in pappa e mi sale na paranoia infinita. Eros per tirarmi su il morale mi fa… “no beh, assa stare, non te poi tornare indrio desso sito matto? Go ancora le gambe che me trema” una secchiata di benzina sull’inferno della squalifica… Ma sì, cazzo mi frega ormai è l’anno delle corse cannate… proseguiamo nel disastro.
Da lì in poi è un lento peggiorare fisico e mentale, ho anche mal di pancia, da qui alla fine, 2 bicchieri di the caldo ad ogni ristoro e basta, vedere del cibo mi fa venire il voltastomaco, arrivo al Rifugio Brentei, mi aspetto un casello con la sbarra del Telepass per pagare il pedaggio, da quanto è figo sto posto… si apre una vallata di un altro pianeta, un lunghissimo traverso sulla sinistraci condurrà alla base del ghiaione della Bocca di Brenta… Eros si è preso con faciltà almeno 300m, oramai è un puntino lontano, incrocio una coppia di turisti, lui ha un bambino sulle spalle e mi fa “Ciao Alvin, bravo” io lo guardo e lo riconosco “Caspita, ciao Armando, come andiamo?” mi guarda strano e mi fa…” ma io non sono Armando” aggiungendo “ ho solo letto il nome sul pettorale” “oh scusa”, aggiungo io, (Figura de merda).
Fine della vallata, muro di ghiaia sulla sinistra, ferrata sulla destra e penso “Si dai, ci deve essere una galleria, mica potremmo salire da lì no?” e invece si.


I PUNTINI SONO ESSERI UMANI

Saranno i km, l’amarezza, la scarsezza ma sto giro di pista zigzagato sulla ghiaia mi disintegra del tutto… sorpasso solo i turisti , mi raggiungono e sorpassano Mary che immersa nel suo Ipod non viene nemmeno sfiorata dalle mie urla che ridestatano mezza valle, fino a quando il buon Michele non gli da una bastonata sulla schiena per  distrarla dal suo "tunz tunz tunz"  Michele mi dice, “cavolo, ma è un pakstall di ghiaia” mentre intorno a noi la gente sembra annaspare nella ghiaia col moonwalk di Michael Jackson…


2552m Bocca di Brenta… ma quanto è bello da quassù?


Breve discesa fino al Rifugio Pedrotti:



 49km alle spalle, il più è davvero fatto, ringrazio la forza di gravità per attirarmi a se con sittanto amore raggiungendo Mary e Michele all’inutile Rifugio Selvata, 900 d- andati, ne mancano altri 800… mi viene il vomito a pensarci… un paio di km e siamo giù al Rifugio Croz dell’Altissimo, la discesa che ti maciulla le gambe è finita, 4 km morbidi ci riportano in vista del lago e ci accompagnano fino a Pradel…. Quanto vorrei salire su quella funivia per risparmiarmi i prossimi 5 km, solo Dio lo sa… nel frattempo bordando un praticello all’inglese, rimembro ai miei compagni di avventura che ieri ero proprio lì, spaparazzato sullo sdraio all’ombra di quel pino a “copar l’ocetto”  Mary, Michele e Francesco sorridono, hanno un altro passo, loro corrono, io ci provo, a tratti ci riesco anche, termina un odiato breve tratto di discesa in cemento e ne inizia uno di peggio, più ripido, tra il bosco… troppo, decisamente troppo per la mia testa, le gambe resistono stoiche mentre me la cammino a sprazzi, mi raggiunge Walter, gli dico dello sbaglio e del taglione, mi saluta, vivo in un rallenty interiore dove tutti mi sorpassono a velocità 2x…

Stazione bassa della funivia, 100m e passo a fianco al mio Hotel, mi prometto di correre almeno fino all’inizio del Lungo lago, miracolo, ce la faccio, lungolago, STOP…. E che cazzo, avevo detto, lungolago, mica l’arrivo… mancheranno 800m? ne camminerò probabilmente 500 e solo perché era pieno di gente e mi vergognavo come un pirla a camminare proprio adesso… 200m all’arrivo, la mia inimitabile amica MINA in attesa del marito Mario mi accoglie con uno spettacolo dei suoi, 20m e trovo Ruben… son circa 2 ore e 20 che si sta riscaldando per fottermi in volata negli ultimi 200m, come sempre…. arriva anche Anita a rincarare la dose, mia moglie e Sara sulla Dx hanno il dito sul grilletto pronte a scattare, si corre, bimbi felici, sangue che torna ad affluire al cervello e un insalata di gioia mista ad amarezza.


Dieci ore e quindici minuti di gioia oculare,61km dice il Gps… ho tagliato proprio un brutto pezzo, un'altra ora, se ne sarebbe andata sicura, mi riconsegno al direttore di corsa spiegandogli della mia modifica al percorso… precipita dalle nuvole, dice al cronometrista di togliermi dalla classifica, mi chiede come possa essere successo, gli do la mia versione dei fatti… “gli dico che forse bastava una persona li, a smistare i rincoglioniti come me” fa spallucce, faccio spallucce.

Alla spicciolata arrivano “La Fra” quinta assoluta, dopo la squalifica della terza donna che come me, ha dormito al bivio, arriva Tommy ,felice come una pasqua 


ed Ale al quale tiro sassi e acqua pur di fargli tenere i piedi per terra nel suo volo verso il traguardo,


 arriva perfino Emme che dal rettilineo finale sfilandomi la birra di mano mi dice anche “Brutto baro, hai anche tagliato, vergognati!!!!”




e dopo un po’ arriva anche Teo…. 


Si, quello che 13 mesi fa aveva corso la sua prima 10km, su strada, quello che oggi per non farsi mancare niente, alla prima discesa, ha pensato bene di fare un tuffo a volo d’angelo tra le rocce, lo stesso che due giorni prima siccome doveva riposare e non poteva correre ha pensato bene di fare una serie di 1216 addominali che non faceva da 14 mesi con ovvi strascichi muscolari… Ebbene si ragazzi, loro se li sono proprio sciroppati tutti questi bellissimi 64km… se non sapete che gara fare l’anno prossimo… questa merita un weekend, è davvero da urlo.

Pensieri in libertà:
Mancano meno di 365 giorni al prossimo UTMB, gara dei sogni, da quel lontano 2007 in cui per sbaglio su youtube vidi il video di un certo Marco Olmo che a 59 anni in 21 ore e 31minuti, tra due ali di folla, partì ed arrivò da Chamonix girando attorno al Monte Bianco… 
Dopo 2 lotterie sfortunate, ho i punti e il diritto di entrata per l'edizione 2017… la certezza di poter essere in start line ma con la testa di oggi, non si arriverebbe nemmeno a metà, devo fare un piccolo rewind, capire cosa si è rotto e del perché davvero non riesco più a divertirmi come mi divertivo a correre fino a pochi mesi fa…
Ho sempre pensato e nessuno convinto che il motore di tutto è la passione e la motivazione, alla TDH di quest’anno sembrava fosse tornata l’una e anche l’altra dopo la disavventura del DXT…

Eh si, mancava solo la cappella dello sbaglio di oggi ed il nulla mentale per cercare di recuperarla infondo:

 “2 miseri km. tanto bastava fare per tornare indietro e mettere tutto a posto” mai e poi mai li avrei fatti…” li avevo percorsi già 16 volte fino a lì (33esimo km) e li ho percorsi altri 14 volte da lì alla fine(28 km)…

“Adda passà a nuttata”, dissi a qualcuno qualche giorno fa… speriamo passi anche la mia e in fretta… nel frattempo:


#NonSiMollaMicaUnCazzo

2 commenti:

El_Gae ha detto...

Tu pensa ai tanti Armando che trovi (e ridi di gusto di questa scena) e vedrai che la testa torna. Se nel percorso di rinascita ti scappa un'uscita con gente scarsa, sai che non mi tiro indietro. Sempre vanti!

Stefano Carloni ha detto...

Come sempre uno spasso leggere i tuoi post! Mi dispiace tu abbia sbagliato strada al graffer, ma ad onor del vero se non fossi stato maciullato e avessi corso ad un passo umano l'avrei sbagliato anch'io..un'unica pecca nell'organizzazione di un trail speciale..
ciao
stefano (grande fan!)

MEMENTO AUDERE SEMPER... RICORDA DI OSARE SEMPRE

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