Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni.(CIT) Eleanoor Roosvelt...

...E i miei sono fottutamente belli (CIT) Paolo Scotti

mercoledì 18 marzo 2015

65 Sfumature Ultraberiche... La mia Ultrabericus 2015




L’Ultrabericus è la gara di casa, anzi “LA” gara di casa,  parte a 7,9 km dallo zerbino di casa mia, da una piazza che almeno il 90% dei turisti “cittadini” se la può solo sognare di notte. In Startline, al mio fianco, ho i migliori compagni  di battaglia coi quali si possa condividere un ULTRATRAIL,
 i “Summano Cobras” venuti sulla terra e forgiati uno ad uno dal loro capitano “Fulmine della notte” corriamo per due unici ed umilissimi obbiettivi “LA GLORIA”… na stragnocca, compagna di classe di Angelo in terza superiore e il sogno di ritrovarci  tutti e 25 alla partenza della UTMB quale:
 “Gruppo Luppolamente avanzato, specializzato in intrattenimento post corsa”  se volete un assaggio del nostro credo... Salomon CityTrailSchio…la nuova frontiera del Trail.



9:59 Dopo il rigorosissimo rito di fare almeno un selfie con chiunque conosca in Start line e aver distribuito pacche sulle spalle a quelli forti come il carissimo Francesco Rigodanza  dotato di un GPS di ultima generazione disegnato a pennarello sul polso con la scritta “Vai Forte”, al grido “COBRAS” la spedizione dei 1000 prende il largo da una Piazza dei Signori gremita ed un Corso Palladio per un giorno, tolto ai fighetti  dello shopping e dato in pasto a quegli svitati dell' ultratrail.



I primi km volano, gruppo Cobras compatto in formazione “Testuggine” come al solito,   “ Special guest” in the middle of the group Davide L. (Sojo Vasaro team) mio prossimo compagno dell’avventura LUT. 

Davide L. Sojo Vasaro Team

Sole splendente, aria frizzantina si volaaaaaaaaaa!!!!


La prima salita per i “Porteghi de Monte Berico” carissimi ai vicentini, si fa in un lampo, gambe leggere, lasciamo il panoramico Piazzale della Vittoria sulla destra per ridiscendere attraverso il parco di “Villa Bedin”. Alfonso, mi fa presente che così, illuminato, sembra un altro posto e sembra infinito…. Noi che in allenamento ci passavamo solo con la luce della frontale alle 6 del mattino ;)

Lek ha preso il largo, i Cobras si sfilacciano, ognuno in cerca del proprio passo, l’ultrabericus è un lungo viaggio, partire troppo allegri nella prima parte, significa schiantarsi da qualche parte, in preda ai crampi una trentina di km più avanti, me la chiacchiero allegramente con il caro Larry per un paio di km, a settembre lo aspetta il “Tor des Geants” pelle d’oca, solo a nominarlo.


Io e Alfonso viaggiamo agili, corriamo solo in discesa, in pianura e nelle salite leggere, convergiamo sull’idea di prendere alla lettera solo il comandamento 4, comma 3 articolo 6 Bis dello statuto Cobras: “Non importa che tu stia da Dio e ti senta  pieno di energie... se davanti a te sculetta il fascinoso lato B di unA qualsiasi Ultratrailer, stai lì fratello, è un chiaro segno dell’onnipotente, non c’è andatura migliore per i tuoi occhi, almeno fino alla prossima discesa".



I Colli Berici sono punteggiati di primule gialle, la primavera è sull’orlo di un esplosione di colori, passano i primi due ristori, buone sensazioni, Alfonso mi fa presente che manca  una maratona alla fine, penso che se mi aspettassero 42195m di asfalto da qui alla fine, mi ritirerei subito, QUI, ORA.

Intorno al trentesimo km mi fiondo sulla bellissima e tecnica discesa che scende verso “Pederiva”  prima di sbucare sull’asfalto  esco di una decina di metri dal sentiero per segnare il territorio… pochi secondi e mi raggiunge una ragazza sorpassata poco prima in discesa che passandomi  alle spalle  grida un “Belloooo il fucileee” in pieno orgoglio maschile, scrollo le spalle e faccio una smorfia di piacere, poi, realizzo il vero destinatario del complimento.



Riparto, mi riagguanta Alfonso, raggiungiamo Darietto col quale rimembro l’ultima volta in cui abbiamo condiviso una corsa, sotto la tempesta, facendo da apripista alla TDH 2014… 10° in meno di oggi, dentro alle nubi, sferzati dagli elementi strizzando l'occhio all’ipotermia (benedetto materiale obbligatorio) avventura  memorabile ma non consigliabile. In direzione San Donato, luogo di cambio per gli staffettisti e di ristoro per gli integralisti (dell’Ultatrail) corro con Elia V. oggi in giornata no.
A 500m di distanza scorgiamo l’eremo, non me lo ricordavo così in alto, nell’assiepata scalinata, numerosi Fulminei salutano l’arrivo dei Summano Cobras, Silvia è intenta a fermare in immagini i nostri ricordi, grazie cara, bellissimo scatto.



Breve Break per riempire le borracce l’obiettivo 7:59 lo sento risicato ma il cronometro dice che si può fare.
Da lì in avanti perdo il contatto con Alfonso, rallentato dal mal di stomaco, in discesa scendo sempre a cannone, prendo qualche rischio ma le mie “Salomon xt6 soft ground” sono incollate al terreno, protettive all’infinito con una suola che perdona anche gli appoggi più Wild. Da PuroSport di scarpe, ne sanno una in più del Diavolo. Promosse!




Arrivano i km importanti, quelli in cui bisogna indovinare la giusta marcia che col minimo dispendio ti faccia percorrere più strada possibile, breve discesa in cui saluto  Mina ed un suo amico (ovviamente, mi ha hanno riconosciuto loro, visto che a memoria visiva in una scala da 1 a 10 la mia memoria si colloca lì, sotto il tappettino alla base della stessa) al ristoro dei  20km all’arrivo, c’è Claudio C.  dell’Ultrabericus Team, mi chiede del balisaggio, gli dico che anche Bocelli, oggi, avrebbe faticato a sbagliare strada.
 Mi raggiunge Remo (oggi garone per lui) e mi riprende pure Darietto, rinvigorito da un paio di datteri e una fetta d’arancia, riparto, il pensiero che tra 7 km sarò su sentieri che conosco mi da morale.
Mi passa anche Gerry con la G (Emme Running Team) mi dice che è un mio lettore e che studia sempre attentamente i miei scritti perché a “cosa non fare in corsa” sono un fuoriclasse, gli spiego che scrivo stronzate sperando che i diretti rivali in gara le seguano alla lettera andando presto incontro al suicidio podistico facendomi automaticamente scalare la classifica 
(Firenze Urban Trail 29° assoluto…. almeno 160-170 runners erano miei assidui lettori… tutti arrivati dopo di me OVVIAMENTE).

Da Villa Balzana, un ampio discesone verso le rive del lago di Fimon 
(Si Lipstik, ho scritto "L-A-G-O")  fa incetta di quadricipiti femorali ed unghie nere a destra e a manca, non è un problema mio, vado che è un piacere…. Lo stesso piacere purtroppo termina con un tratto piano nel quale sfollo alla grande faticando a trovare il ritmo giusto, mi passa Andrea B. sorpassato a San Donato e dato per spacciato, “Ho trovato la tecnica giusta, immagino di avere davanti un omino che corriccchia piano piano senza fermarsi e io lo seguo mi dice”… provo a vedere se lo vedo anch’io ma sono controsole e non vedo un cazzo, mi sorpassa  salutandomi ad un ritmo indiavolato anche Davide D. 10 anni meno di me, 35km in meno di me… si vedono tutti, eppure di gambe non sto male, è la testa che vacilla… ah quanto sarebbero serviti un paio di lunghi in più in solitaria…

In lontanza appare Torri di Arcugnano, location dell’ultimo ristoro, per arrivarci attraversiamo le steppe Fimoniane, 3 km di piattissima pianura tra i campi in cui miracolosamente mi appare davanti agli occhi l’omino di Andrea B. lo seguo e senza accorgermene arrivo alla piazza del paesello dove poso in modalità “pirla” davanti all’obbiettivo del solito Claudio C.

 
 #SeiOreEtrentasei  di gara… 10 km alla gioia… ai tempi d’oro li correvo in 38 minuti… sono quasi certo di poterli correre nel doppio del tempo, Vi ho già detto che credo anche agli UFO?

Sorpasso e mi risorpassano sempre le solite 3-4 persone, uno di questi tenterà di sorpassarmi anche in  sala massaggi… GIURO. Paranoie a grappolini, ho qualche accenno di crampo in arrivo ma vado di esperienza e li evito con stile, gli ultimi strappetti in salita sotto Villa Margherita li ritengo una cattiveria inutile, scendere e risalire di 50m su di un campo per evitare 100m di asfalto li ritengo assurdi in un ultramaratona, infatti,questo è un Ultratrail  OCO!

“Valletta del silenzio” 2,5km all’arrivo, guardo il mio bellissimo  “Suunto Ambit3 Run” e scopro che guardare gps di colori vivaci in gara dia meno disturbi del tipo “Oh mio Dio sono in ritardo sulla tabella di marcia, non ce la farò mai!!” Poi, lo guardo meglio, mi da per spacciato, "SONO" spacciato, sfilo il fucile dallo zaino ed in preda ad un raptus di follia sparo a chiunque incroci il mio incedere, c’è chi ride e chi mi guarda stranissimo, l’ultima salita verso Monte Berico è di una dolcezza assurda, me la corro tutta, scendo ”Le Scalette” a due a due,



 Sparo anche ai Vigili Urbani che mi fanno attraversare la strada, (Risate) 600m di nastri gialli incollati per terra e sono a “Ponte San Michele”due passi al di là e siamo in "Zona Cesarini", il cronometro non lo guardo nemmeno più, l’under 8 lo riproviamo l’anno prossimo, 2 volontari indicano la corsia preferenziale per l’arrivo, una pallottola a testa, applausi e via, LUCIDO LUCIDISSIMO, sto già pensando a che pirlata fare sul rettilineo finale ma, ma, che succede?
  “Copio e incollo dal mio profilo Facebook” :

 Per fare 65km bastano un paio di gambe, tanta passione e un briciolo di sana pazzia ... delle Ultra adoro ogni sfumatura, più passano i km e più ti svuoti del superfluo, rimani solo tu, le tue gambe, la tua testa.
Con l'esperienza impari ad avere sempre più controllo sulle variabili in gioco, ma poi arrivi lì, a 150m dall'arrivo e vedi due "cosette dai contorni famigliari" che saltano le transenne e ti vengono incontro...è lì, che tutta la tua esperienza se ne va a fare in culo e ti vien su un groppo in gola che ti spara il cuore a 190 Bpm e si sfoga, inebetendoti il cervello e offuscandoti la vista... accadde all'arrivo della TDH il 28 luglio 2013, ed è riaccaduto Sabato alle 18:03 in Piazza dei Signori, al tempo lo decrissi come "IL PARADISO ALL'IMPROVVISO" a sabato non ho ancora dato il giusto aggettivo...




Birra Time con Remo






7 commenti:

El_Gae ha detto...

La scrivi sempre tanto bene, ma stavolta non riesci a farmela sembrare facile. Però mi fa effetto poter dire, per una volta "cavolo l'ho fatta anche io" invece che "caspita che bello sarebbe". Alla prossima corsa, ragazzaccio ;-)

Valentina Maj ha detto...

La scrittura ti riesce fresca naturale ed esilarante! Mi piacciono troppo i tuoi racconti: se mi mancasse mi faresti voglia di andare a correre ;)
Complimenti x il tempo, prossimo anno sicuro sotto le 8 ore!

Ed i bimbi all'arrivo sono qualcosa di grande!

GianluCarretta ha detto...

Bella Alvin e bella Cobras !!!! Anno prossimo si replica!!! Ci vediamo al city trail.....grande!!!

andrea dugato ha detto...

esilarante, avvincente, calmante, doppante..........uno spasso
bravissimo alvin!!!

Mauro Battello ha detto...

sei unico lo sai no?!?
grande vecho

martino ha detto...

Sei l'unico motivo per il quale un giorno mollerò il bitume per i prati, mi emozioni sempre.
Ciao.
Martello

Alvin ha detto...

Grazie a Tutti fratelli e sorelle di pazzia, Martino, sei l'unico motivo per il quale scrivo "Ste Storie" voglio togliere i runners dalle strade e farli correre tra i prati e le montagne, lontani dall'asfalto, tra le braccia della natura!!!

MEMENTO AUDERE SEMPER... RICORDA DI OSARE SEMPRE

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