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giovedì 30 luglio 2015

Trans d'Havet 2015 i Cobras i Fulmini e Jovanotti


Da dove comincio? Già, da dove comincio?

La Trans d’Havet, per chi non lo sapesse è un’ Ultratrail di ottanta chilometri e cinquemilacinquecento metri di dislivello positivo ma se parlaste con qualcuno che prima di domenica avesse già corso una di queste gare classificate come “Ultratrail” vi direbbe che si, effettivamente, i Trail sono Trail e le Ultratrail sono Ultratrail ma la TDH, edizione numero quattro, è stata di più, molto di più, merito dell’Ultrabericus Team e del suo intreccio di volontariato locale che si muove efficiente sul territorio radioguidato al millimetro da chi 6 anni fa, dal “Piazzale della Vittoria” di Monte Berico, ammirando le montagne al tramonto disse… “va che Skyline dal Summano a Cima Marana…  il Novegno, Il Pasubio il Sengio Alto, il Carega e le Tre Croci… sai che c’è? Perché non ci facciamo una gara? Disse Enrico Pollini picchettando sulla spalla di Claudio Cunegatti… Fu una grande e splendida intuizione che ha regalato al popolo degli ultratrailer una delle più dure e selettive Ultratrail del panorama italiano.

23:00 gli autobus provenienti da Valdagno scaricano sulla piazza di Piovene Rocchette 8 velenosissimi  Cobras, parte integrante dei 22 pazzi atleti de “La Fulminea Running Team” impegnati in questa due giorni di gare.

                                                                Foto By Aldo Zanini


Foto di gruppo,foto con gli amici, in bocca al lupo distribuiti a destra e a manca, i nostri compagni di squadra arrivano alla spicciolata a caricarci come molle pronte a scattare rapide in Startline…

Foto By Aldo Zanini

Mezzanotte spaccata, una tiepida  brezza tesa da Ovest spazza i 271, chi più, chi meno, aspiranti ultratrailers al via, countdown e si va, a 50m dallo start raggiungo la nostra “serpentella” Martina, “indotta” (dice lei) dal sottoscritto qualche mese fa ad abbandonare l’idea della corta per buttarsi corpo e anima nella lunga, la signorina suda grinta, la affianco, la vedo tesa come una corda di violino e ad un metro di distanza le grido come il sergente “Hartman” gridererebbe a “Palla di lardo” in “Full Metal Jacket”: “Vai Martina cazzo, ci sei cazzo, quest’anno ci seiiiiiii!!!” è come gettare una sigaretta nella sua autostima già caricata ad idrogeno…. Boom, ciao a tutti, si salvi chi può, non inciampate dinnanzi a lei, o vi travolgerà come una valanga, arriverà a Valdagno e vi spolvererà via come un granello di polvere dalla sua spalla.
Per il ciclo “Facciamoci del male” 50m più avanti, rischio di tirare una mina assurda inciampandomi da solo sul quicklace (mai allacciato) delle mie scarpe, STOP, mi passano tutti, mi raggiungono le scope che mi fanno “dai Alvin cavolo, muoviti, cosa fai qua?” io penso “Rigodanza parte da metà gruppo per arrivare primo, io parto dalla fine per arrivare a metà… sono un illuminato, non fa una piega o sbaglio?”

All’inizio dello sterrato ai piedi del Summano raggiungo i miei compagni di viaggio, Fulmine e Diego… primo obbiettivo: Cima Summano in un ora e mezza… pfff, “chevvelodicoaffare”, grandi chiacchere, non guardiamo mai l’orologio, 1h29’ e siamo su… “El tempo Tambura sul Novegno”, lampa alla grandissima, provo a convincere i miei compagni che il brutto sia più in là sul Pasubio mentre le prime gocce cadono calde dal cielo, il vento rinforza da Ovest e il temporale ci travolge in pochi istanti, gagliardo, sul sentiero delle creste con tutta la sua forza, dal Novegno a Cima Summano il cielo è una fucina di saette che scaricano a terra ovunque, davanti, dietro e sopra di noi, non c’è alcun riparo...




 Il soccorso alpino dirotta chi non ha ancora raggiunto Cima Summano, sulla Strada del Colletto, più sicura e rapida in caso di incidente per i mezzi di soccorso, chi è passato invece prima dell’ora e 48 di gara è testimone di una delle più forti e spettacolari dimostrazioni di forza della natura… fingo tranquillità, sono iscritto alla “FULMINEA RUNNING TEAM”, sto correndo con un tipo che perfino sua madre chiama “FULMINE” chi può essere più sicuro di me su un sentiero di cresta a 1200m shakerato da una tempesta di FULMINI? C’è un bordello assurdo e quasi irreale, il sentiero è un torrente, qualcuno è fradicio e si ferma ad infilarsi la giacca, tutti corrono, corrono fortissimo guardando il cielo e sperando che il prossimo spazio tra lampo e tuono sia almeno superiore al mezzo secondo… gli grido “Teo, corri, corri,”  “SBANG,” un colpo secco, fortissimo un tutt’uno di luce blu accecante e il boato più secco che possiate immaginare, penso mi si sia fermato il cuore per due secondi, Fulmine si gira e a 3 cm dalla mia faccia con gli occhi iniettati di folgore mi grida un porcazzo che copre il rumore dei tuoni….”CORRI CAZZO CORRIIIIIIII”, qualcuno deve avermi svitato le ginocchia perché ballano incontrollabili, a 300 m dal ristoro del “Colletto” gli grido che non ho nessuna intenzione di salire verso il Novegno sotto quella pioggia di Fulmini, Fulmine fa una telefonata al creatore, gli spiega la situazione, altre due tre bombe dal cielo, raggiungiamo il ristoro sotto il diluvio e il temporale pare placarsi … “sto ragazzo ha agganci ovunque penso….”
13km sono volati  è il caso di dirlo in un lampo, ripartiamo dal ristoro a borracce piene, qualche tuono rumoreggia sul Novegno, ricomincia a piovere cforte, anzi no, diluvia, la frontale è quasi accecata dal riverbero della pioggia, buon passo, pare sballare un attimo sul “Brazome”, poi, da “Passo Campedello”, ricomincia la guerra di fulmini e pioggia, vien quasi da ridere da quanta ne scende, perdo un centinaio di metri dai miei compagni, ho improvvisamente schiena e gambe contratte, fatico un sacco, in mio soccorso arriva lo scollinamento verso “Busa Novegno” dove, dopo un secco tornante a destra mi si para davanti una mandria di placide mucche ruminanti, hanno un aria rilassata e incuriosita per quei bipedi che corrono impauriti verso il tendone del ristoro… all’interno è già bello popolato, assaggio tutto, fuori cadono due saette a poca distanza che fanno tremare i tavoli, qualcuno si infila sacchi dell’immondizia sopra le giacche, ci saranno 10° ma la tensione, l’acqua e l’adrenalina te ne fanno sentire si e no 5, il the degli alpini deve avere una droga fortissima, fantastico, ci lanciamo fuori dal tendone sulla variante al percorso (si salta Forte Rione, troppo esposto ai Fulmini) e si prende la via del bosco, altri fulmini e altri lampi fortissimi cecchinano Monte Alba, tutto si placa, 10 minuti e siamo immersi in una pace surreale, smette la pioggia e torniamo a sentire il rotolare rapido delle scarpe sulle rocce sotto i nostri piedi, saltellando in discesa verso il “Colletto di Posina”.
Guadagno qualche metro sui miei compagni di avventura, “Monte Alba” lo attraversiamo col buio pesto, folate di nebbia accecano la frontale, ad un km da “Colle Xomo” sorpasso un ragazzo con un taglio profondo al ginocchio, mi dice di andare avanti e di non preoccuparmi, che lui con calma arriverà al ristoro e si ritirerà alla postazione della croce rossa,  gli faccio un in bocca al lupo per i punti… ce ne vorranno un sacco, andrà a premio sicuramente L

Mangiamo e beviamo, chiediamo chi fosse il primo, ci  rispondono: “Questo qua,  mostrandoci il pettorale n° 285, si è ritirato terrorizzato dopo che la seconda saetta gli è caduta a pochi passi, ci dice il volontario al di là del tavolo. E il secondo? Rigodanza anche lui, ha detto che per oggi la sua dose di culo probabilmente l’ha già usata tutta…. Rimane solo la FEDE-rica, Boifava lei va come un aereo… non è “a terra” e quindi non ha problemi coi fulmini… me la vedo già… a bissare il DXT…. Grandissima…
Si riparte rifocillati verso Bocchetta Campiglia, albeggia, guardando all’insù si notano le frontali di chi ci precede sulla strada delle meravigliose 52 Gallerie, non sto a descrivervi di come sia questo luogo illuminato dalla luce del giorno che nasce … una bellezza che fa il pari con lo schifo della guerra che i nostri nonni hanno combattuto quassù 100 anni fa… un’ora e 29 minuti di chiacchere e siamo al Rifugio Papa, iniziamo la strada degli Eroi in discesa e incrocio Franz della “Folgorante” (come dite era destino? Lo penso anch’io) che sbuca saltellante dalla “Val Canale” un saluto al volo e via… mezz’ora e siamo giù a Pian delle Fugazze, 3 compagni Cobras sono li ad attenderci, sgranando classifiche e passaggi, Emme e Stefano fanno foto a scatto continuo, ristoro, raccontiamo della notte pazza, gli Alpini ci servono una minestra estratta direttamente dal centro della terra, i piatti sembrano di plastica ma sono certamente di una lega di Kevlar mista ad amianto bonificato per non sciogliersi  con quei 266°c del brodino… una bontà.



Siamo a metà strada, prendiamo di petto i 500m D+ di selletta Nord Ovest, il Carega è una meraviglia senza nemmeno una nuvoletta, raggiungiamo Larry, coapripista con me dell’edizione 3, si sta allenando per il Tor des Geants… massima invidia.
A Campogrosso incontriamo Federica, ci racconta della sua caduta e dell’inevitabile ritiro, quattro porcazzi mi giungono dal cuore, li deglutisco e la saluto dispiaciuto, Marcello, fratello Cobras, ha allestito una base vita coi fiocchi  con tanto di cambio scarpe e indumenti per chi ne avesse bisogno, riempio le borracce e mi siedo a bermi beato l’energetica Red Bull regalatami da Emme a Pian delle Fugazze… GLU GLU GLU,  ce ne stiamo li un quarto d’ora buono, è durissimo convincere Fulmine a smuoversi da quel luogo di perdizione, ripartiamo sfilacciati, Diego ha un altro passo, io tento di mediare ma Fulmine è un po’ impallato, ci avviciniamo all’inizio del magnifico “Boale dei Fondi”, dico a Diego di proseguire tranquillo col suo passo, odio che qualcuno mi debba aspettare, Fulmine è qualche centinaio di metri indietro… ci riincontreremo tutti e tre solo al traguardo,

                                               Foto By Tony Flagello 


 Bocchetta Fondi passa senza grossi patemi, i Lessini si distendono bel belli al sole aldilà della vallata, a 50m dal rifugio Fraccaroli vengo raggiunto dai primi 5 della “Corta” si lanciano in discesa come se fossero inseguiti dalla peste, io sto ancora discretamente bene, Diego è oltre il mio orizzonte, Fulmine è nel mio passato remoto, bella discesa verso il Rifugio Scalorbi, ristoro, si mangia si beve e mi raggiunge Achille (sarà 11° nella corta) quattro chiacchere e se ne va. Arriva anche Rigodanza, “Cazzo fai qua?” Mi dice che dopo il ritiro è tornato a Valdagno, ha fatto la doccia ed è ripartito per correre la corta, vorrei inginocchiarmi al cospetto della sua pazzia e della sua grandezza ma probabilmente rischierei di non rialzarmi mai più, mi invita a ripartire con lui, mi guardo dietro per capire se parli effettivamente con me…  pare di sì, gli dico:“No Francesco vai per carità, non vorrei tirarti troppo il collo”
Riparto un po’ di corsa e un pò racchettando verso il Passo della Lora, bel discesone tra i mughi dove sorpasso Roberto e Marco… o era Gianmarco?  Mi escono con  frasi del tipo “allora? A che punto siamo con la tela” robe da edizioni 2012, grazie ragazzi mi fanno sempre piacere questi incontri.
Sulla leggerissima discesa verso bocchetta Scagina  mi passa prima Gerry e poi la seconda donna della corta, è il mio Architetto preferito Francesca Pretto, che provvedo a caricare emotivamente per andare a riprendere l’ avversaria che la precede… fortissima, se ne corre leggera, arrivo a bocchetta Scagina da dove inizia la discesa verso il Rifugio Bertagnoli, inizio ad essere stanco di testa e ad ogni passo le mie ginocchia scampanano indolenzite, arrivo al ristoro presso il rifugio e dopo 66,5km sono ufficialmente stanco…
Mangio svogliatamente non assaggio mai niente che possa attirare attenzione, in particolare, solo per farsi mangiareeee(par di averla già sentita sta roba), vengo raggiunto da Alfonso impegnato sulla corta (altro Cobras) cerco un motivo per ripartire, mi dico “parti” mi viene in aiuto Jovanotti a concludere la frase:

 “prima che il vento si porti via tutto
e che settembre ci porti una strana felicità
pensando a cieli infuocati
ai brevi amori infiniti
respira questa libertà
ah ah ah ah
l'estate e la libertà”
Allè…. la ripartenza dal Bertagnoli è su di una stradina sterrata che, ad esser sani, si potrebbe correre in tranquillità, uno che mi arriva da dietro lo è, mi si ferma di fianco, ed esordisce con un: "Ciao Alvin, sono il solito" ah bene, continua il circo penso, gli guardo il pettorale... è uno della corta, ride, mi fa "bene, ciao allora eh"  fingendo di ripartire... gli dico "vai vai, non dirmi come ti chiami che tanto me lo dimentico" noto con sorpresa che non ha una goccia di sudore e ha scarpe ed abiti come appena usciti dall'armadio, potrebbe fare la pubblicità del Dixan, facciamo due chiacchiere, gli chiedo quanto manchi all’arrivo, non lo sa, mi dice che legge le mie cavolate e che si chiama Tommaso piacere ragazzo, ora vai e cerca di sudare un pò però perché se arrivi così a Valdagno non ti crede nessuno che hai corso 42km... passano  pochi metri, mi raggiunge un signore sulla sessantina senza pettorale, chiedo anche a lui quanti km manchino alla fine, non lo sa, mi girano le palle, è incredibile quanto uno possa attaccarsi a particolari inutili quando è stanco, vabeh, mi rassegno, il signore è simpatico mi fa da cicerone su tutto ciò che vediamo, abbandoniamo la strada per un ripido sentiero sulla sinistra, chiedo se vuole passare, mi dice no no tranquillo, sto in compagnia, 100m e si accodano altri due ragazzi della corta mentre io comincio a raccontare della mia ultima LUT al signore, chiedo ai ragazzi se vogliano passare, macchè, niente, si esce dal bosco sui prati sotto malga Campo Davanti e i due ragazzi dietro ci passano baldanzosi, il primo mi fa, “Complimenti per la Lut  Alvin, dovrebbero arrestarti per istigazione alla corsa” mai.. ricevetti miglior complimento in corsa…  il secondo mi saluta anche quello chiamandomi per nome, alchè il signore se ne esce con un, “Caspita ma allora sto correndo con una celebrità” hua hua hua, quanto ridere….
Meno di un km e mi sorpassa la quarta donna della corta, è Valentina, vorrei tanto stare con lei, ma ha un gran bel passo… e non solo quello, le mando un in bocca al lupo e le dico, “Vai a prendere la terza Valeeeee!!!” nel frattempo prima di Cima Marana sorpasso e mi risorpassa uno dei due ragazzi di prima, Daniele, mi dice che è amico di Lek (altro Cobras) e che è stato lui a indirizzarlo verso la corsa… eh forte il Lek gli dico, ma ora accelera che con sta andatura a intermittenza stile albero di Natale a Valdagno non ci arrivi più… detto fatto, ciao ciao e anche lui, sparisce all’orizzonte.
66°Km Sella del campetto, stravaccato a terra ritrovo un’assonnatissimo Rigodanza, gli dico, dai andiamo, vieni… “No, no, ho sonno e voglio dormire mezzoretta” mi dice, aaavanti, altri su e giù tranquilli, Cima Marana, panoramissimo, ora inizia “LA” discesa, i primi km per uno che ha le ginocchia un po’ sbattute sono duri, molto duri, mi passa Christian che mi dice di aver ancora mal di testa e le orecchie tappate dai fulmini di stanotte, arriviamo al ristoro di Malga Rialto, guardo spaesato le bottiglie sul tavolo, l’addetto al ristoro mi chiede cosa voglio, scrollo la testa incerto, aspetta un attimo gli dico, devo ben capire dove mi trovo prima, bevo, acqua e coca, riparto con i volontari che sparano a caso sul numero di km da lì al termine 6-8-9…. Tombola!!
Sofferenza pura, non tento di capire quale sia Valdagno tra i paesi infondo alla valle ma lo si capisce bene, “Cazzo non può essere così lontano” colline, collinette, prati, piscine incredibili, sparuti gruppetti di case, una ragazzina offre una spruzzata gratuita con un innaffiatoio, fantastica, altri saliscendi e arriva “LA” fontana, unica mitica ed inequivocabile punto di riferimento, da qui mancano 2,5km spaccati alla finishline… ci ficco dentro testa e braccia rimanendo in immersione per un po’, emergo, saluto il ristoro abusivo offerto dai gentilissimi locali e inizio a correre in discesa, penso “2,5km uomo, quante volte hai corso due chilometri e mezzo?” Mi rispondo “vaffanculo un sacco di volte cazzo” quindi cammino un pò devo aver preso l’intermittentite di Daniele di prima,continuo ad alternare corsa e passo, a 300m dall’arrivo mi raggiunge Francesco (Rigodanza) dopo la dormita, prendendomi per il culo mi dice “caspita ho sempre sognato di tagliare il traguardo con un Cobras” mi dispiace deluderlo ma gli spiego che ho moglie e bimbi pronti a darmi filo da torcere sul rettilineo finale, così lo ringrazio e lo saluto… penso mi abbia dato due minuti in 200m… ultima curva, striscioni, i miei bambini sono li in mezzo ad attendermi “Siamo pronti a fare la gara? “ gli dico, ma oggi sono buoni, prendono per mano il loro vecchio e lo trascinano verso l’arrivo, tappa obbligata il tunnel umano Cobras, birra a canna dalla caraffa, riprendo i pupi per mano e passiamo sotto il gonfiabile… sempre emozionante concludere così, 



Foto di Andreas Gad


                                                                     Foto di Andreas Gad

anche questa TDH è diventata realtà, ambivo ad un 14:59 ma non ho nulla da recriminare, per andare di più, bisogna allenarsi meglio o meglio, basterebbe allenarsi, la TDH non ti regala nulla ma quando attraversi quel traguardo, sottopelle ti si conficca un virus e l’anno prossimo le proverai tutte per evitarlo ma al richiamo dell’ultimo sabato di Luglio, sulle Piccole Dolomiti per noi che le vediamo ogni giorno… sarà difficile rinunciarci e ti cade di nuovo a fagiolo l’ultima strofa della canzone di Jovanotti
l'estate addosso
un anno è già passato
vietato non innamorarsi ancora
saluti dallo spazio
le fragole maturano anche qua
respira questa libertà
l'estate e la libertà
ah ah
ah ah
ah ah
l'estate la libertà

Lunga vita alla Fulminea running Team e a noi poveri “Nati disidratati” Summano Cobras, in un solo giorno abbiamo contribuito a rilanciare del 10% il PIL del bar in piazza a Valdagno… “Summano Cobras per il sociale”

Saluti dallo spazio.





5 commenti:

Kikko ha detto...

Siete un gruppo fantastico,tu ormai sei un icona degli ultra trail,grande Alvin!
p.s. La settimana prima di te ho corso a Canazei la Dolomites Skyrace,e le emozioni sono state tante,l'hanno prossimo vorrei provare a fare una ultra ma partendo dai 45/60km non di più...avevo pensato alla Sella Ronda a Settembre cosa ne dici?

Alvin ha detto...

Kkko la sella ronda non l'ho mai fatta ma è fantastica!!!!

Valentina Maj ha detto...

siete un bellissimo gruppo pazzerello e affiatato; come sempre riesci a trasmettere la vostra allegria e mettere humour e leggerezza in quella che, di certo, non è una passeggiata!!!
... che poi anche qui, nel remoto nord est, ho conosciuto qualcuno che vuol fare la Trans D'Havet solo perchè, l'altro anno, ha letto il tuo racconto...: se non è istigazione alla corsa non so che altro possa essere...
Solo che, invece che arrestarti, ti darei un bel premio!!
Grandissimo Alvin :)

martino ha detto...

I racconti delle tue gare sono meglio dell'Odissea! E con la tdh sei apposto con i punti per l'iscrizione all'UTMB!

Alvin ha detto...

Martino.... di punti ne ho anche in più... è la fortuna nel sorteggio che mi è mancata quest'anno...

MEMENTO AUDERE SEMPER... RICORDA DI OSARE SEMPRE

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